Smart Mobility · Prato

La città che si muove
con intelligenza.

Un progetto di innovazione civica per trasformare la mobilità urbana di Prato — semafori adattivi, sensori IoT, dati aperti.

Semafori adattivi Bus Priority Pedestrian Extension Environmental TM
Scorri per esplorare l'archivio
PratoMiMuovo — rete di mobilità intelligente
Overview

Il progetto

Prato come organismo vivente: Occhi (sensori), Cervello (IA), Muscoli (semafori dinamici). Passare da città statica a città reattiva — con costi dieci volte inferiori alle opere tradizionali.

👁️

Occhi — Sensori

Telecamere di conteggio, spire nell'asfalto, GPS bus LAM. Nessuna identificazione, privacy garantita.

🧠

Cervello — IA centrale

Software che raccoglie dati ogni secondo e decide durate di verde ottimali in tempo reale.

💪

Muscoli — Attuatori

Semafori che cambiano comportamento in base alla realtà, non all'orologio. PMV, illuminazione adattiva.

🌿

Environmental TM

Integrazione dati ARPAT: deviazione automatica del traffico nei picchi di PM10/NO2.

🚲

Verde Anticipato Bici

4-5 secondi di anticipo per i ciclisti — sicurezza attiva, non solo teorica.

🔓

Open standard

LoRaWAN, DATEX II (compatibile Google Maps), MQTT. Nessun vendor lock-in.

Come funziona

Architettura del sistema

Scegli un obiettivo di mobilità e scopri come il sistema reagisce in tempo reale — dalla rilevazione all'azione sul campo.

01 · Obiettivo
🎯
Obiettivo
Seleziona un obiettivo qui sopra per vedere come il sistema risponde.
02 · Percezione
📡
Sensori attivi
I sensori raccolgono dati in tempo reale dalla città.
03 · Decisione
🧠
IA centrale
L'intelligenza artificiale elabora i dati e decide il comportamento ottimale.
04 · Azione
Risultato
Il sistema agisce sulla città: semafori, segnaletica, informazioni.

Regolazione dinamica vs ciclo fisso

Attiva la regolazione adattiva e osserva come cambiano le code all'incrocio rispetto a un semaforo a ciclo fisso.

🔴 Ciclo fisso 🟢 Adattivo
0 Auto in coda
0 Auto transitate
0s Attesa media
Archivio

Documenti

Tutta la documentazione strategica e tecnica del progetto, disponibile per il download.

📋

QCD v2.0 — Quadro di Contesto e Definizione

PDF

Il documento strategico aggiornato: perché, cosa e per chi. Analisi del contesto, obiettivi e stakeholder.

⚙️

Specifica Tecnica v1.0

PDF

Architettura del sistema, protocolli di comunicazione, funzionalità nel dettaglio tecnico.

Analisi & Visualizzazioni

Dati

Dati utili al progetto — analisi interattive, dashboard e visualizzazioni prodotte durante la ricerca.

Impatto stimato per funzionalità

Riduzione % stimata rispetto a scenario base senza intervento

Confronto costi — soluzioni di mobilità

Costo indicativo in milioni di euro (scala logaritmica)

Allocazione budget stimata — Fase 1

Distribuzione ipotetica del budget (~1.3 M€)

📊

Dashboard Ordinanze

HTML

Visualizzazione interattiva di 10.000+ ordinanze di viabilità del Comune di Prato (2004-2026). Trend, top vie, heatmap.

🚦

Monitoraggio Soccorso

Web

Monitoraggio della velocità dei veicoli al Sottopasso del Soccorso — dati aggiornati in tempo reale sull'asse Declassata di Prato.

🚨

Dati Incidenti Prato

Web

Analisi e visualizzazione degli incidenti stradali nel territorio pratese — dati georeferenziati.

Testi

Comunicazione

Newsletter e post già prodotti per il progetto — espandi per leggere il testo completo.

Prato, il traffico non si risolve allargando le strade — si risolve ascoltandole

Caro cittadino, cara candidata, caro candidato,

c'è una domanda che molti pratesi si fanno ogni mattina imbottigliati in via Valentini o in viale della Repubblica: "Ma perché nessuno fa qualcosa?"

La risposta di solito è sempre la stessa: un nuovo svincolo, un sottopasso, una rotatoria in più. Qualche milione di euro, qualche anno di cantieri, qualche promessa elettorale.

Noi pensiamo che esista un'altra strada — più intelligente, più economica, più efficace. Si chiama #PratoMiMuovo.


Il problema è reale. Ma la soluzione non è dove la cerchiamo.

Prato ha un problema di traffico. È un dato di fatto. Ma il traffico non è un problema di spazio — è un problema di gestione.

Immaginate un ospedale in cui i medici non misurano la pressione sanguigna dei pazienti, non leggono le analisi, non usano monitor. Eppure decidono le cure a occhio. Sembrerebbe assurdo, vero?

Eppure è esattamente quello che facciamo con le nostre strade ogni giorno. Le intersezioni di Prato oggi funzionano con semafori a ciclo fisso: verde per 45 secondi, rosso per 30, indipendentemente dal fatto che ci siano tre auto o trecento. Il semaforo non sa niente. Non vede niente. Non reagisce a niente.

#PratoMiMuovo cambia questo.


Cosa proponiamo: la città come organismo vivo

Un organismo sano ha occhi, un cervello e muscoli. Li usa insieme.

Occhi: sensori installati agli incroci — telecamere intelligenti che contano i veicoli (senza riconoscere nessuno), spire nell'asfalto, dati GPS degli autobus LAM in tempo reale.

Cervello: un software che raccoglie tutti questi dati ogni secondo e prende decisioni: quanto deve durare il verde adesso? Dove si sta formando una coda? Quale bus sta arrivando e merita priorità?

Muscoli: i semafori che cambiano comportamento in base alla realtà — non all'orologio.

Il risultato? Meno code. Meno emissioni. Meno stress. Bus che arrivano in orario. Pedoni che attraversano in sicurezza. Ciclisti che non vengono tagliati fuori.


Perché non basta fare nuove strade

Allargare una strada è come allentare la cintura invece di mettersi a dieta. Funziona per qualche mese, poi il traffico si adatta e il problema ritorna, peggiore di prima. Si chiama induzione della domanda.

Costruire un sottopasso costa tra i 5 e i 15 milioni di euro. Richiede anni. Richiede espropri. #PratoMiMuovo ha un costo di avvio stimato tra i 600.000 e i 2 milioni di euro — un decimo di un sottopasso — con risultati misurabili in mesi, non anni.


A chi si candida ad amministrare Prato

Vi chiediamo solo una cosa: leggete questo progetto. Non è una visione astratta. È una proposta tecnica concreta, con architettura definita, protocolli standard europei, stima dei costi e piano di implementazione.

Se volete inserirla nel vostro programma elettorale, siamo disponibili a presentarla, spiegarla, discuterla.

Il traffico di Prato è un problema risolvibile. Serve solo la volontà politica di affrontarlo con gli strumenti del presente, non del passato.

Ho analizzato 10.000 ordinanze del Comune di Prato. Ecco cosa mi hanno detto sulla mobilità della nostra città.

C'è un archivio pubblico, online, accessibile a chiunque, che contiene ogni singola ordinanza di viabilità emessa dal Comune di Prato dal 2004 a oggi.

Più di diecimila documenti. Cantieri, divieti di sosta, sensi unici, emergenze strutturali, deroghe per eventi. Un archivio silenzioso che nessuno legge, ma che racconta tutto — chi ha scavato dove, quante volte, per quanto tempo.

Io l'ho letto. Con un po' di codice Python e qualche ora di analisi, ho trasformato quell'archivio in qualcosa di utile: una mappa delle criticità di mobilità di Prato, costruita su dati reali invece che su impressioni.


Vent'anni di ordinanze in un grafico

Dal 2004 al 2026, il Comune di Prato ha emesso quasi 10.000 ordinanze di viabilità. Il picco è nel 2010 con 698, probabilmente legato a grandi cantieri infrastrutturali. Il crollo nel 2020 è chiaramente il COVID. Dal 2021 la ripresa è costante, e il 2026 è già a 323 ordinanze in soli quattro mesi.


La strada più tormentata di Prato

Via Bologna: 66 ordinanze solo tra il 2021 e il 2026. Presenti ogni anno, senza eccezioni. Di queste, 53 riguardano cantieri e lavori. Significa che Via Bologna è stata interessata da un cantiere, un restringimento, una modifica alla viabilità in media ogni quattro settimane negli ultimi cinque anni.

Dietro viene Via Pistoiese con 31 ordinanze, e la tendenza qui è preoccupante: 15 di quelle 31 sono concentrate nel solo 2024-2026. Sta accelerando.


La mappa dei candidati per PratoMiMuovo

Dall'analisi emergono cinque location prioritarie:

Via Bologna e Via Pistoiese — i due assi con più cantieri continuativi. Semafori adattivi ridurrebbero le code durante i frequenti restringimenti.

Via Montalese — molti interventi di sensi unici e divieti di transito. La geometria della strada cambia spesso: un sistema adattivo ha senso proprio qui.

Piazza Stazione — trend forte nel 2024-2026. Punto naturale per la funzione di bus priority.

Via F. Ferrucci — la proporzione più alta di emergenze strutturali. Utile per testare la priorità ai mezzi di soccorso.


I dati aperti funzionano

Tutto questo è possibile perché il Comune di Prato pubblica questi dati. Non ho avuto bisogno di chiedere permessi, presentare domande o aspettare risposte. Ho scritto uno script, ho scaricato i dati, ho fatto l'analisi.

PratoMiMuovo vuole fare questo — non portare tecnologia a Prato perché è figa, ma portarla dove serve davvero, dimostrandolo con i numeri.

L'aria di Prato: quello che cinque anni di dati non mettono mai insieme

Alle 00:01 del primo gennaio di ogni anno, il PM10 a Prato schizza. Non piano piano — di colpo. In un'ora si possono raggiungere concentrazioni di mille microgrammi per metro cubo: venti volte il limite legale giornaliero. È solo uno dei pattern nascosti nei dati ARPAT degli ultimi sei anni — un periodo che include un lockdown globale, l'estate più calda dal 1955, il capodanno cinese della più grande comunità cinese d'Europa e il completo fermo produttivo di uno dei distretti tessili più importanti del continente.


Il quadro d'insieme

Prima la buona notizia: Prato non viola il limite di legge. Da sei anni consecutivi, la zona Prato-Pistoia non supera mai i 35 giorni annui con PM10 oltre i 50 µg/m³. Nel 2025, per la prima volta in assoluto in tutta la Toscana, nessuna stazione ha violato quel limite. Con DGR n. 895/2025, i nove comuni della Piana Prato-Pistoia sono stati rimossi ufficialmente dall'elenco delle aree critiche per PM10.

La cattiva notizia: la media annuale è rimasta sopra il target OMS (15 µg/m³) per tutti e sei gli anni. Nel 2025 si stima circa 16,5 µg/m³, −14% rispetto al 2024. In direzione giusta, ma non ancora a destinazione.


Le correlazioni che nessuno racconta

🎆 Il 1° gennaio è il giorno più inquinato dell'anno. Non il giorno di maggior traffico. Non il giorno di maggiore produzione. Il primo gennaio. I fuochi d'artificio producono in una notte una massa di particolato equivalente a settimane di normale attività urbana. Nel 2021, con le restrizioni COVID sui raduni, il picco fu significativamente più basso — un esperimento naturale non pianificato che ha confermato il nesso causale.

🧧 Il Capodanno Cinese lascia una traccia misurabile. Prato ospita la comunità cinese più grande d'Europa. Ogni anno tra gennaio e febbraio, il PM10 sale per 24-48 ore in modo localizzato. Questo picco non esiste in nessun'altra città toscana. È un'impronta culturale nell'atmosfera.

🏭 Agosto: il distretto si ferma, l'aria respira. Agosto è sistematicamente il mese con i valori più bassi: 7-9 µg/m³, meno della metà del target OMS. Non è solo il caldo estivo — è anche l'industria tessile ferma. La combinazione dei due fattori rende agosto un mese straordinariamente pulito per una città con produzione intensiva per tutto il resto dell'anno.

🦠 Il lockdown 2020: il più grande esperimento involontario. Riduzione del PM10 superiore al 25% nelle settimane di lockdown più dure. Ma il dato rivelatore è il confronto con NO₂, calato del 40-65%: il traffico produce soprattutto NO₂, mentre il riscaldamento domestico — rimasto acceso — è una fonte di PM10 più rilevante. Fermare le auto non basta a pulire l'aria.

🏜️ La polvere del Sahara: quando la colpa non è di nessuno. Almeno due volte all'anno una massa d'aria nordafricana raggiunge la Toscana. Il PM10 sale a 60-80 µg/m³ senza che a Prato si sia accesa una sola caldaia in più. Questi episodi vengono riportati come "picchi di inquinamento" senza specificare l'origine naturale — ARPAT li identifica dall'analisi chimica del particolato, ma questa informazione raramente arriva ai titoli.


Perché tutto questo conta per PratoMiMuovo

Se agosto è il mese più pulito perché le fabbriche stanno ferme, la struttura industriale è una variabile fondamentale. Se il Capodanno produce in una notte un impatto equivalente a settimane di traffico, i divieti dei botti hanno senso anche dal punto di vista della salute pubblica. Se fermare le auto riduce il NO₂ ma non abbastanza il PM10, le politiche di mobilità vanno progettate con questo in mente.

Il modulo ambientale di #PratoMiMuovo integra i dati ARPAT in tempo reale: quando PM10 o NO₂ superano le soglie nei canyon urbani pratesi, il sistema devia il traffico automaticamente — non ore dopo, ma in tempo reale. I dati esistono. Il problema è che raramente vengono messi insieme nel modo giusto.

→ Apri la dashboard interattiva con tutti i grafici

69 milioni di euro, 3 anni di cantiere, e il traffico resterà uguale

Questa settimana voglio parlarvi di una cifra: 69 milioni di euro.

È quello che il Comune di Prato e ANAS spenderanno per costruire il Sottopasso del Soccorso — il tunnel sotto la Declassata tra Via Marx e Via Nenni. Un'opera nata nel 2014, con un preventivo iniziale di 16 milioni, aggiudicata a settembre 2025 per 47,75 milioni, con un costo totale che arriva a 69 milioni. I cantieri partiranno a fine 2026. Dureranno 1.100 giorni consecutivi — tre anni.

E alla fine, il traffico sulla Declassata tornerà uguale a prima. Probabilmente peggio. Vi spiego perché — con i dati alla mano.


Il problema n. 1: il cantiere è peggio del problema

La fase più critica prevede la chiusura totale della Declassata per circa 15 mesi consecutivi. Contemporaneamente verrà chiusa anche Via del Purgatorio. Quei 55.000 veicoli al giorno dovranno trovare un'altra strada, deviati sulle complanari — con una corsia per senso di marcia. Una corsia a flusso libero gestisce 1.600-1.800 veicoli/ora; nelle ore di punta la Declassata ne movimenta 4.000-5.000. Per 15 mesi, Prato avrà un'emergenza viabilistica senza rete di sfogo adeguata. Non è catastrofismo: è aritmetica.


Il problema n. 2: i costi sono quadruplicati

Nel 2016 il costo stimato era 16 milioni. Poi: 31 nel 2016, 43 nel 2019, 48 nel 2022, 69 oggi — quadruplicati prima ancora di aver mosso un grammo di terra. Le varianti in corso d'opera, gli imprevisti geologici e i ricorsi al TAR (già avvenuti nel 2024) tendono ad aggiungere un ulteriore 20-30%. Il costo finale potrebbe avvicinarsi agli 80-90 milioni.


Il problema n. 3: la domanda indotta

La legge fondamentale della congestione (Duranton & Turner, 2011): ogni aumento percentuale di capacità stradale genera un aumento percentuale equivalente di traffico nel medio termine. L'elasticità è prossima a 1. Raddoppi le corsie, raddoppi il traffico entro 5-10 anni. Il caso simbolo è il Katy Freeway di Houston, espanso a 23 corsie per quasi 3 miliardi di dollari e tornato congestionato nel giro di pochi anni. Non è un'eccezione: è la norma.


Il problema n. 4: il bottleneck si sposta, non sparisce

Il tunnel risolve 700 metri. Ma gli svincoli, Via Marx, Via Nenni e le intersezioni a monte e a valle restano invariati. Quando apri 4 corsie in mezzo a una rete che non è cambiata, le auto arrivano più veloci ai colli di bottiglia adiacenti. La coda non sparisce: si sposta di 200-300 metri fuori dal tunnel. Si chiama bottleneck shift ed è documentato in ogni studio di traffic engineering su interventi analoghi.


Il problema n. 5: la falda acquifera

Nei pareri tecnici, ARPAT ha rilevato che le palizzate laterali dello scavo — a 10 metri di profondità — potrebbero creare un effetto sbarramento sulla falda acquifera, alterando il deflusso delle acque sotterranee. ARPAT ha contestato che il coefficiente di permeabilità K usato fosse sottostimato. La VIA favorevole del Ministero (agosto 2023) ha superato questa osservazione — ma il rischio tecnico rimane aperto.


Come il mondo ha risolto il problema senza scavare tunnel

Seoul (2003): demolita un'autostrada da 168.000 veicoli/giorno. Risultato: -45% di traffico nell'area in tre anni, +4,3% di utenti della metropolitana. Il traffico "evaporò".

Londra (2003): congestion charge di 5 sterline. Risultato immediato: -33% di traffico, 97 milioni di sterline/anno reinvestiti nel TPL.

Groningen (1977): città di 230.000 abitanti — simile a Prato — divisa in quattro settori percorribili in bici ma non attraversabili in auto. Costo: segnaletica e cordoli. Risultato: -70% di traffico nel centro. Replicato da Barcellona, Ghent, Utrecht, Oslo.

La lezione è una sola: agire sulla domanda è più efficace, più economico e più duraturo che agire sull'offerta.


La proposta: #PratoMiMuovo

#PratoMiMuovo parte da una premessa semplice: il problema non è che le strade sono troppo strette. È che vengono usate male, perché non le ascoltiamo. I semafori aprono e chiudono a ciclo fisso, indipendentemente dal fatto che ci siano tre auto o trecento.

Occhi (sensori: telecamere di conteggio, spire, GPS bus LAM), Cervello (IA che ottimizza i cicli ogni 30 secondi), Muscoli (i semafori esistenti riprogrammati per rispondere alla realtà). Bus più veloci e affidabili → più gente li usa → meno auto in giro. Semafori adattivi → -10/20% tempi di percorrenza, -30/40% fermi agli incroci.

Costo stimato: 600.000 – 2 milioni di euro per una prima fase su 20-30 incroci. Un ventesimo del sottopasso. Risultati misurabili in mesi. Nessuna chiusura di strade. Nessun rischio idrogeologico. E il sistema migliora nel tempo — il tunnel no.


69 milioni di euro, 12 anni di progettazione, 3 anni di cantiere, e alla fine un tunnel che si risatura nel giro di un decennio. Oppure: sensori, software e semafori che finalmente ascoltano la città. A un ventesimo del costo. Operativo in un anno.

La scelta è questa. Vale la pena farsela, prima che i cantieri partano.

Media

Video

Approfondimenti video sul traffico urbano intelligente e sul progetto #PratoMiMuovo.

L'autore

Chi sono

Sono Matteo Tempestini, ingegnere informatico e Program Manager. #PratoMiMuovo è un progetto nato in attivismo civico indipendente basato sulla convinzione che le città possano essere progettate e gestite meglio grazie a visione e tecnologia — senza aspettare che qualcuno cali soluzioni dall'alto. Questo progetto nella mia città ancora realmente non esiste, ma può esistere da domani se qualcuno lo vorrà implementare. Se hai interesse per saperne di più puoi contattarmi, oppure sei liberissimo di riusarne una parte o anche solo l'idea come spunto per sviluppare il tuo progetto.

Condividi

Diventa ambasciatore

Credi in una mobilità più intelligente per Prato? Condividi il progetto e aiuta a far crescere la comunità.

#PratoMiMuovo

Un progetto di innovazione civica per trasformare la mobilità urbana di Prato — semafori adattivi, sensori IoT, dati aperti.

iltempe.github.io/pratomimuovo